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Virus A, l’Oms avverte “Presto in tutto il pianeta”

24 de julho de 2009 - Por Comunità Italiana

{mosimage}La diffusione ha toccato 160 Paesi su 193 provocando 800 morti
Gran Bretagna, un medico: "Un terzo delle vittime non aveva problemi di salute"

 

GINEVRA – La diffusione del virus A (H1N1) si sta avvicinando a coinvolgere "il 100% del pianeta". Lo ha detto oggi a Ginevra il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità, gregory Hartl. Almeno 160 Paesi o territori su un totale di 193 aderenti all'Oms hanno confermato casi.

"Al momento, non abbiamo notato alcun mutamento nel comportamento del virus", ha detto Hartl. "Quel che vediamo è invece un'espansione geografica. L'avanzata del virus continua, si avvicina al 100 per cento dei Paesi, ma non vi è ancora arrivato". Per quanto riguarda i decessi, ha poi aggiunto, "siamo adesso a circa 800 vittime". Il nuovo virus è stato segnalato per la prima volta in Messico alla fine di marzo. L'Oms ha dichiarato lo stato di pandemia l'11 giugno scorso.

In base all'ultimo bilancio diffuso dall'Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) nel mondo i casi confermati di influenza A/H1N1 sono arrivati a 151.656, con 868 morti. Sono stati 1.671 i nuovi contagi e due i decessi registrati in Europa nelle ultime 24 ore, uno dei quali in Ungheria. Numeri che fanno salire il totale a 19.404 casi nei 31 Paesi dell'Unione europea ed Efta (European Free Trade Association). Nel resto del mondo in 24 ore si sono registrati 3.247 nuovi casi e 16 morti, che portano il totale a 132.252 casi e 833 morti.

Intanto dalla Gran Bretagna, il paese europeo maggiormente colpito con oltre 10.000 casi, arriva un'inquietante precisazione: un terzo delle vittime non stava già male per conto suo, era perfettamente sano o al massimo con lievi problemi di salute, ed è stato il virus H1N1 a ucciderle. Per la prima volta, sir Liam Donaldson, chief medical officier, ammette: circa il 16 per cento di coloro che sono morti per influenza A erano perfettamente sani e non seguivano alcuna terapia prima dell'infezione. Un ulteriore 17 per cento, si legge sulle pagine del Daily Mail, aveva solo problemi moderati, come pressione alta o diabete. Il resto invece aveva gravi problemi di salute che compromettevano il loro sistema immunitario, come la leucemia. "La cattiva notizia – rassicura Donaldson – sarebbe se il 100% delle vittime fossero persone sane. La stragrande maggioranza delle persone che avranno l'influenza recupereranno bene".


Ma il professor Hugh Pennington, batteriologo presso l'Universitá di Aberdeen, getta benzina sul fuoco: "Ho visto io stesso casi di persone perfettamente sane che sono morte di influenza". E l'allarme cresce: il pubblicizzato servizio messo a punto dalle autorità britanniche su internet, una sorta di consulto medico via web, è andato in tilt appena tre minuti dopo essere lanciato. Sommerso da qualcosa come nove milioni di accessi.

Fonte: www.repubblica.it 

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