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Eluana, la procura dispone l’autopsia Il pg di Trieste: nessuna notizia di reato

10 de fevereiro de 2009 - Por Comunità Italiana

{mosimage}L'incarico conferito all'anatomopatologo Moreschi. Papà Beppino in viaggio verso il Friuli: «Sto un po' meglio»

 

UDINE – Potrebbe essere svolta già nel pomeriggio l'autopsia sul cadavere di Eluana, deceduta lunedì alle 19,35 (secondo l'atto ufficiale di morte firmato dal direttore sanitario della clinica La Quiete, Stefano Santin) al quarto giorno senza alimentazione nella struttura friulana. La procura di Trieste parla di «decesso nella routine» e fa sapere attraverso il procuratore generale Beniamino Deidda di non avere al momento «notizia della commissione di alcun reato».

ATTESO L'ARRIVO DEGLI ENGLARO – Un pensiero a Eluana lo rivolge il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «È un momento di dolore e turbamento nazionale» ha detto il capo dello Stato. Sulla casa di cura «La Quiete» intanto è piombato il silenzio: le forze dell'ordine hanno transennato la strada davanti all'ingresso della casa di riposo, dove è atteso in giornata l'arrivo di Beppino Englaro, il padre della donna che da 17 anni era in stato vegetativo a seguito di un incidente stradale avvenuto nel 1992 e probabilmente anche quello della madre di Eluana, Saturnia, detta "Sati", gravemente malata. Raggiunto al telefono, Beppino ha pronunciato pochissime parole. «Sto un po' meglio, grazie» ha detto, ma non ha voluto aggiungere altro. D'accordo con il pm, gli Englaro vedranno la loro figlia prima degli esami autoptici. Dinanzi all'ingresso della casa di cura – fino a lunedì affollato di manifestanti a sostegno della battaglia della famiglia Englaro o, sul fronte opposto, facenti parte dei comitati "pro-vita" – restano solo candele accese, cartelli e palloncini bianchi in memoria di Eluana. Dopo la veglia di preghiera, protrattasi fino a notte fonda, l'ingresso della casa di cura è ora praticamente sgombro, presidiato solo da polizia e carabinieri. Beppino Englaro, che non era al capezzale della figlia al momento del decesso, arriverà da Lecco e in Friuli avrà la scorta.

L'ESAME AUTOPTICO – Tornando all'autopsia, l'incarico è stato conferito all'anatomopatologo Carlo Moreschi. Lo specialista non ha saputo dire se gli esami saranno svolti a «La Quiete» o all'ospedale Santa Maria della Misericordia, sempre a Udine. Moreschi è stato il consulente della procura che nei giorni scorsi ha seguito l'attuazione del protocollo per l'interruzione della nutrizione di Eluana; sempre su incarico del pm Biancardi ha verificato la corrispondenza fra quanto avveniva nella casa di riposo friulana e quanto previsto dal decreto della Corte di appello di Milano che autorizzava la sospensione di alimentazione e idratazione.

«VERGOGNOSO CHE QUALCUNO GETTI OMBRE» – Replicando alle affermazioni di chi ha sostenuto che ci sia stata una qualche irregolarità proprio nell'applicazione del protocollo, la curatrice speciale di Eluana Franca Alessio, ha apostrofato come «vergognoso» il tentativo di «gettare ombra su questa drammatica vicenda».

«NON SONO PENTITA» – E all'indomani del decesso della Englaro, parla Ines Domenicali, presidente de «La Quiete». «Non sono assolutamente pentita di aver accolto Eluana perché penso di aver dato una risposta civile al dramma della famiglia Englaro» ha detto la Domenicali. Quanto agli esposti presentati in Procura da diverse associazioni cattoliche, la dirigente della clinica udinese ha solo detto «che la giustizia farà il suo corso. Saranno le indagini – ha concluso – a chiarire tutto».
 
Fonte: www.corriere.it 

 

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