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Sequestrata e torturata dalle «amiche» 19 ore da incubo per un ragazzo «rubato» E-mail

Picchiata e seviziata con sigarette e tacchi di scarpe. La sua colpa? Stare con l'ex boyfriend di una di loro

MILANO - L’hanno legata, picchiata selvaggiamente fino a farla svenire, bruciata con le sigarette, cosparsa di acqua bollente e infine brutalmente torturata per quasi 19 ore, in un attacco definito «diabolico e maligno» dallo stesso giudice Martin Joy della Maidstone Crown Court, che ieri ha condannato la 22enne Lucy Viner-Mood e la 18enne Lois Gibson rispettivamente a 5 e 3 anni di galera per l’inaudita violenza ai danni della 19enne coinquilina Georgia Fenn, colpevole di stare con l’ex di una delle due.

ImageLA RICOSTRUZIONE - Stando alla ricostruzione degli inquirenti, alle 7 di sera del 28 marzo scorso le aguzzine avrebbero prima imprigionato la vittima nella loro casa di Langton Green, nel Kent, e poi dato inizio alle sevizie colpendola violentemente con un calcio che avrebbe mandato la povera Georgia a sbattere con la testa contro un tavolino. A quel punto, e con la ragazza svenuta, la Viner-Mood e la Gibson si sarebbero divertite a spegnerle i mozziconi di sigaretta sulla schiena e dopo quattro minuti buoni di tale supplizio, mentre la vittima cominciava a riprendere i sensi e ad urlare di dolore, le avrebbero tagliato l’adorata coda di cavallo e gliel’avrebbero legata sopra alla testa con una collana di metallo, quindi avrebbero cominciato a seviziarla con un paio di scarpe con i tacchi e, dopo averla cosparsa di lacca, avrebbero pure tentato di darle fuoco con un accendino. Non contenta, la Gibson avrebbe quindi iniziato a colpire con pugni e calci la Fenn, spaccandole il naso e un dente davanti, mentre la Viner-Mood la insultava dandole della «p…. rognosa» e costringendola a ripetere per venti minuti «sono una p….. con l’Aids» come se fosse un mantra.

HOMEMADE NAPALM - Pare, inoltre, che le due carceriere abbiano tentato per ben due volte di colpire la vittima con una mistura di acqua bollente e zucchero (nota come napalm fatto in casa) e il secondo tentativo sarebbe andato a segno, ustionando gravemente Georgia nella parte posteriore della testa. «Ad un certo punto, la Fenn ha cercato anche di scappare, fuggendo dalla porta – ha raccontato in aula il pm Anne Phillips – ma la Viner-Mood l’avrebbe fermata, afferrandola per un braccio, riportandola nel soggiorno, dove la Gibson, quale ulteriore punizione per la tentata fuga, le avrebbe tenuto acceso un accendino sotto il mento per diversi minuti, bruciandole anche una mano». Le torture sono proseguite fino alle 2 del pomeriggio del giorno successivo, quando finalmente la povera Georgia è stata sbattuta fuori di casa scalza e con addosso solo una vestaglia.

LA DENUNCIA - La ragazza terrorizzata ha vagato per le strade coperta di sangue, con il naso rotto, ustioni di secondo grado al mento e due occhi neri, prima di riuscire a raggiungere un ospedale, dove è stata medicata e ha denunciato le due aguzzine, che sono state arrestate dalla polizia il 30 marzo. A dir poco raccapriccianti le foto scattate dagli agenti alla Fenn subito dopo le sevizie: un campionario di 50 orrori mostrato al giudice Joy, a testimonianza dell’inaudita violenza. «Il comportamento della Viner-Mood e della Gibson si può definire in un solo modo – ha sottolineato il detective Adrian Grew dopo la sentenza – ovvero, selvaggio. Il livello di violenza mostrato durante questo sadico attacco è stato reso ancora più scioccante dalla sua durata e per il bene di Georgia, spero che il fatto di sapere che queste due perverse ragazze sono ora in cella possa esserle d’aiuto a superare quanto successo».

«MOMENTI TERRIBILI» - Dal canto suo, e come era logico attendersi, la Fenn ha preferito non essere presente al processo e ha affidato il suo pensiero ad una dichiarazione, letta in aula: «Ho vissuto dei momenti davvero terribili, che hanno lasciato strascichi pesantissimi e difficili da superare. A volte non riesco ad uscire di casa per intere settimane e spengo addirittura il telefono per lunghi periodi perché non me la sento di parlare con nessuno e spesso, quando vado a dormire, Lucy e Lois arrivano nella mia testa e non se ne vanno. Sono sempre stata una ragazza disponibile e amichevole, che curava il proprio aspetto e aveva delle ambizioni, ora, invece, sono una persona completamente diversa e non sono sicura che riuscirò nuovamente a stare bene».

Fonte: www.corriere.it

 

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